La storia

Il concetto di Casa Passiva ha iniziato a diffondersi nel mondo dell’informazione solo negli ultimi anni, quale prodotto dell’ultima tecnologia; in realtà questo tipo di costruzione è nata oltre vent’anni fa’. Correva l’anno 1988 e due Università nordeuropee decisero di collaborare per concepire una nuova generazione di abitazioni, che sfruttando la qualità dei materiali costruttivi e l’esposizione solare, riducessero al minimo il fabbisogno energetico per il riscaldamento interno dell’edificio.

Protagonisti di questa collaborazione furono il fisico tedesco Wolfgang Feist, che lavorava presso l’Institut für Wohnen und Umwelt (Istituto per la casa e l’ambiente tedesco), e Bo Adamson, ricercatore presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Lund in Svezia. Grazie ai finanziamenti offerti dal governo tedesco, i due cercarono di mettere insieme un gruppo di specialisti capaci di costruire una casa a consumi quasi zero, sperimentando diverse tecnologie edili, soluzioni architettoniche e materiali.

I settori principali di ricerca furono soprattutto la disposizione e l’esposizione della casa, i sistemi di riscaldamento e di ventilazione forzata, con i relativi eventuali effetti che quest’ultima avrebbe potuto provocare agli abitanti della Casa Passiva. Una ricerca metodica, svolta essenzialmente a livello teorico prima di poter mettere in pratica le soluzioni migliori.

La prima Casa Passiva fu costruita nel 1990, nella cittadina tedesca di Darmstadt. Divisa in quattro appartamenti, ebbe alla fine un costo improponibile per il mercato, ed anche se i risultati ottenuti in termini di risparmio energetico furono eccellenti, il futuro del progetto appariva incerto. Ma la ricerca nel settore non si fermò: nel 1993 fu costruita un’altra Casa Passiva a Stoccarda, e due anni dopo uno dei maggiori ricercatori americani nel settore del risparmio energetico, Amory Lovins, cominciò a studiare come ridurre i costi di costruzione di questo tipo di abitazioni.

La svolta arrivò nel 1996, con la fondazione del Passivhaus-Institut a Darmstadt, che aveva l’obiettivo di stabilire e promuovere gli standard delle future Case Passive. Da allora le Case Passive si sono diffuse dapprima nei Paesi dell’Europa settentrionale e centrale, Germania, Svezia, Austria, Olanda, Svizzera, Francia, e, recentemente anche negli Stati Uniti.

Per quanto riguarda l’Italia, da qualche anno sul territorio nazionale sorgono varie Case Passive, ma si sta ancora lavorando per un corretto adeguamento del progetto originale dal clima continentale a quello temperato della regione mediterranea. Il resto è storia recente, ed oggi, una Casa Passiva, ha un costo non troppo diverso da quello di un’equivalente casa costruita in edilizia tradizionale, ed anche se i limiti di questo tipo di progetti ne impediscono un’ampia diffusione – soprattutto in Italia dove emergono seri problemi di surriscaldamento estivo – la ricerca sta procedendo verso l’obiettivo finale: una casa a consumo quasi zero, dal costo accessibile e facilmente adattabile a diverse tipologie e locazioni.